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martedì, Dicembre 6, 2022

Ristoratori e imprese alla canna…. del gas

A Roma una iniziativa delle diverse associazione, tra queste anche gli Autonomi e Partite Iva, per avere delle risposte dalla politica

Non si placa l’ondata delle proteste e delle iniziative in tutta Italia dei ristoratori e delle imprese in seguito ai rincari esorbitanti delle bollette.

I ristoratori di TNI Italia (Associazione Tutela Nazionale Imprese a tutela dei diritti del settore Ho.Re.Ca), un gruppo di associazioni riunitesi durante il primo lockdown, oggi rappresentano circa 40mila imprese del mondo Ho.Re.Ca (bar, ristoranti, alberghi), da Nord a Sud d’Italia. Il portavoce è Raffaele Madeo, ristoratore di Firenze andranno a Roma per far sentire la loro voce e cercare di ricevere risposte dalla politica e dalle autorità competenti in merito al caro energia e in particolare all’escalation di costi che ha fatto aumentare le bollette di hotel, bar, ristoranti, empori, supermercati e in generale a tutti i pubblici esercenti. Il presidio si terrà martedì 13 settembre, dalle 13 in piazza Mattei, in zona Euro, sotto la sede di Eni.

La protesta di Tni Italia si affianca a quella di Fipe-Confcommercio, che con “bollette in vetrina” ha invitato nei giorni scorsi gli esercenti a esporre sui muri e sulle vetrine dei rispettivi locali le bollette di luglio 2021 e 2022 per mostrare ai clienti la drastica variazione dei prezzi. Anche in Puglia la situazione non è diversa, e molti sono i ristoratori che stanno dichiarando che dovranno chiudere.

Gino Colella, General Manager dell’Hotel Boutique San Lorenzo e della sala Ricevimenti Abbazia San Lorenzo ha infatti dichiarato: “Siamo costretti a chiudere. Non riusciamo a sostenere i costi e a pagare sia le bollette che il personale. Nello specifico, noi, per esempio, abbiamo fatto i contratti dei matrimoni che stiamo facendo in questi mesi, due anni fa e a volte anche tre, stabilendo i prezzi che oggi sono completamente e tutti variati ed è impossibile sostenerli. Chi come noi si è costruito una storia e una garanzia di qualità non può riversare sugli sposi i danni che stiamo subendo, ma anche noi non sappiamo come fare. Ed ancora non sono arrivate le bollette con i consumi di agosto!!! Ci sarà da piangere”. Continua il sig. Colella: “Saremo costretti a chiudere ad ottobre e novembre, mentre gli altri anni comunque organizzavamo eventi nei weekend, cercando di essere sempre operativi e purtroppo dobbiamo trovare soluzioni per i dipendenti, altrimenti saremo costretti a licenziare”.

La situazione nelle imprese non è diversa, tranne per chi ha saputo negli ultimi anni cogliere l’opportunità di ricorrere alle rinnovabili. Roberta Roglieri, giovane legale rappresentante della Roglieri Ittica Srl, commercio e lavorazione dei prodotti della pesca, società che ha bisogno di energia elettrica come l’aria, ha candidamente dichiarato: “la Società ha ovviato al rincaro energetico avendo scommesso molti anni fa già con tre impianti fotovoltaici, e ci stiamo apprestando a fare un altro”. Ovviamente oltre ad aver acquisito una sensibilità alle rinnovabili che effettivamente ancora manca qui al Sud, la imprenditrice ha dichiarato: “Invitiamo anche giornalmente i dipendenti a spegnere le luci nelle celle e negli spazi dove non si lavora, proprio per ridurre le dispersioni energetiche; ma questo me lo ha insegnato papà”. Sarebbe forse il caso di rileggere una fiaba: La formica e la cicala.

All’iniziativa ha aderito anche l’Associazione Nazionale Autonomi e Partite Iva presieduta dal Sen. Eugenio Filograna che ha garantito la propria presenza con una delegazione dei propri associati. “E’ un momento molto difficile – ha dichiarato Filograna – serve la coesione di tutte le parti in causa affinché la voce arrivi forte nelle stanze del potere, prima che la situazione diventi irrimediabile”

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