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martedì, Dicembre 6, 2022

Superbonus 110%, depotenziati i bonus per l’edilizia sostenibile, si rimedi subito!

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa dell’On. Vianello

Il deputato tarantino Giovanni Vianello invita il Presidente Draghi a rivedere immediatamente la sua posizione e quella del governo in merito ai Bonus per l’edilizia sostenibile inclusi nella bozza del Documento programmatico di bilancio 2022 inviato all’Unione Europea. Secondo quanto anticipato dal Ministro dell’Economia a partire dal 2023 il Superbonus 110% sarà destinato solo ai condomini, e alle case popolari, con l’esclusione delle case monofamiliari e delle ville. Un gravissimo depotenziamento che ha perplesso tutte le associazioni di categoria e i molti cittadini. Inoltre nel documento programmatico non viene menzionata la proroga del “bonus facciate” presuppondone quindi il ritiro a fine anno.

Lo stupore, ma soprattutto preoccupazione, di tutto il comparto e di moltissimi cittadini che in vista di tali bonus erano in procinto di programmare i lavori di riqualificazione delle proprie abitazioni nasce dai risultati positivi che tale misura ha portato al settore. In una nota stampa il Consiglio Nazionale degli Ingegneri parla del “formidabile impatto positivo del superbonus 110%” indicando che il 2021 potrebbe chiudersi con impegni di spesa per interventi con Superbonus per 9,3 miliardi di euro. Il Centro Studi CNI stima che queste risorse potrebbero generare un livello di produzione aggiuntiva totale (all’interno della filiera delle costruzioni, nel comparto dei servizi di ingegneria e architettura, nei settori dell’indotto della filiera e in altri comparti) pari a 19,6 miliardi di euro, con occupazione diretta di quasi 100.000 unità e indiretta per poco più di 54.000 unità, per un totale di oltre 153.000 occupati. In questo scenario, la spesa per Superbonus 110% contribuirebbe alla formazione del 5,8% degli investimenti fissi lordi e contribuirebbe alla formazione del Pil per 12,3 miliardi di euro.

All’aspetto economico si aggiunge inoltre l’effetto positivo della misura dal punto di vista ambientale, dovuto alla riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici ed al risparmio economico per le famiglie.

Continua Vianello: “Ci sono diverse contraddizioni del Governo Draghi. Da una parte in Parlamento afferma che “la Transizione Ecologica è l’unica strada”, che “dobbiamo diminuire la dipendenza dalle fonti fossili”, “ dobbiamo migliorare l’efficienza energetica” e “dobbiamo abbassare il costo delle bollette”, ma questo poi non corrisponde ai fatti. Nel documento di programmazione della prossima legge di bilancio Draghi decide di depotenziare profondamente tali strumenti e questo svantaggerà soprattutto i cittadini dei piccoli e medi comuni italiani dove le abitazioni bifamiliari o mono familiari sono la maggioranza degli edifici, ma soprattutto svantaggerà le piccole imprese che lavorano molto e soprattutto con questo tipo di abitazioni. Draghi si fermi e torni indietro sulle sue decisioni! Proroghi la misura non solo per il 2023 ma lo faccia fino alla conclusione degli interventi previsti del PNRR così come auspicato dal Consiglio degli ingegneri e dall’ANCE!”

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