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martedì, Settembre 28, 2021

“Sipa” e “Movimento Chiave di Volta” reclamano il diritto allo studio e alla libertà di espressione

Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza; agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo; organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.” (Antonio Gramsci)

Sebbene il percorso verso la giustizia e il diritto allo studio sia per studentesse e studenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma ancora piuttosto lungo, il sindacato Sipa (Studenti Insieme per l’Arte) è riuscito ad ottenere, grazie alla incredibile tenacia e alla forte volontà di farsi ascoltare, un piccolo traguardo: il direttore del conservatorio ha comunicato che a giugno ci sarà finalmente l’elezione della Consulta, la quale formazione non era più stata permessa dal 2018. 

La comunicazione è arrivata proprio la mattina del 20 maggio, giorno della manifestazione tenutasi in Piazza San Silvestro a Roma per protestare contro la situazione e per mostrare solidarietà nei confronti dello studente Dario Potenzano, sospeso in seguito ad un’opinione espressa durante un’assemblea privata del sindacato. 

Alla manifestazione hanno partecipato anche i due deputati Stefano Fassina e Emanuele Fiano, l’onorevole Lucrezia Ricchiuti e diversi rappresentanti di altre consulte studentesche. 

Gli interventi sono stati tanti e si è percepita chiaramente la forte volontà di far sentire la propria voce, reclamare i propri diritti e lottare per un futuro e un accesso allo studio migliori. Come ha affermato Dario Potenzano, non è più accettabile sostenere la concezione di un conservatorio dove gli studenti devono limitarsi a seguire le lezioni in silenzio: questo appartiene ad un’immagine dell’istituto anacronistica, oltre che errata. Ogni studente ha il diritto non solo di potersi istruire, ma di potersi esprimere liberamente e di poter intervenire nelle questioni amministrative. Sempre.

Quello che questi studenti e queste studentesse stanno chiedendo è legittimo, lecito e necessario: poter avere un sogno, un’idea, un’istruzione e poter quindi perseguire le proprie ambizioni in un ambiente consono e libero.

“Volevo ringraziare i ragazzi e le ragazze del conservatorio santa cecilia per il coraggio e per quello che stanno facendo in questo momento. Non è mai facile andare contro le istituzioni che governano la vita ma ci sono delle situazioni in cui non è più possibile voltare le spalle. Bisogna resistere. Grazie ragazzi.” (Rappresentante della Consulta di Roma Tre)

L’onorevole Lucrezia Ricchiuti ha condiviso queste importanti parole durante la manifestazione del 20 maggio:

Ho letto alcune dichiarazioni del direttore Giuliani e di alcuni docenti che affermavano che le vostre critiche nei confronti del Conservatorio avrebbero provocato ad esso un danno enorme. Io credo che siamo di fronte a un ribaltamento della realtà: è proprio l’azione muscolare antidemocratica del direttore che provoca un danno. Ricordo difatti che non poter avere una consulta è illegale ed è una cosa gravissima. Non è tollerabile in un paese come il nostro. La nostra Costituzione prevede la libertà di parola e libertà di critica e non sarà certo Roberto Giuliani ad impedire questo. Il suo atteggiamento è un atteggiamento che non risolve nessun problema anzi lo sta aggravando sempre di più e la manifestazione di oggi ne è la dimostrazione. La ciliegina sulla torta poi l’ha messa il direttore stesso quando è in modo illegittimo riuscito a venire in possesso di una registrazione nella quale degli studenti erano riuniti in un’assemblea che non era pubblica bensì privata di un sindacato. Sindacato che hanno dovuto costituire in mancanza della consulta. E ciò non può e non deve esistere.

Io chiedo che venga reso pubblico il contenuto delle ispezioni ministeriali che il Conservatorio Santa Cecilia ha subito (che sono ben tre!). Poiché se, come sospetto e come tutti ovviamente sospettiamo, si sono verificate gravissime irregolarità (e le sentenze del Tar sono lì a dimostrarlo), allora la Ministra in carica ha una sola strada da percorrere ovvero quella di commissariare il Conservatorio. La  situazione non può andare avanti così e quindi voi avete tutta la mia solidarietà. Farò tutto quello posso perché veramente questa situazione è diventata intollerabile. Vi ringrazio per quello che state facendo, perché non è semplice e ci vuole molto coraggio.

“E’ importante capire quello che è successo e assumere tutte le iniziative necessarie affinché non si ripeta più quello che è avvenuto.” (Stefano Fassina)

E le iniziative infatti stanno proliferando rapidamente. In aggiunta a tutto questo, infatti, si inserisce nel contesto un nuovo movimento: il Movimento Chiave di Volta. Nato da poco al fine di far luce su tale difficile situazione, si pone come scopo quello di reclamare i diritti degli studenti e il ruolo della comunità studentesca. Perché “una rivoluzione rimandata di un giorno non si fa più per sempre.” (Denis Diderot)

Quando è nato il Movimento e cosa vi ha spinto a crearlo?

Il Movimento è nato da poco, nonostante le esigenze che lo contraddistinguono abbiano radici profonde: parliamo dell’immobilismo burocratico ed istituzionale che caratterizza l’intera Alta Formazione (regolata da normative ferme da più di vent’anni), che naturalmente si riflette in una serie di conseguenze a catena: difficoltà organizzative all’interno di Accademia e Conservatorio, formazione non al passo degli standard minimi richiesti nell’attuale panorama lavorativo e, non meno importante, la forte disillusione di cui sono vittime gli Studenti e le Studentesse, di cui anche noi facciamo parte. Quest’ultimo punto è probabilmente la leva fondamentale del nostro agire futuro.

Cosa rende insostenibile la situazione dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio?

Come già detto, la problematica interna più importante è proprio un immobilismo che ha fatto in modo di rendere il nostro ambiente formativo una palude di complicazioni reiterate. Su Roma, ci sono molte problematiche comuni in entrambi gli Istituti: innanzitutto, l’assenza o poca considerazione della Consulta degli Studenti da parte degli organi didattico-direzionali. La rappresentanza studentesca è fondamentale affinché ci si possa rendere conto dei problemi effettivi e di come risolverli: non è raro che vengano prese decisioni tardive o di scarsa utilità per il corpo Studente. C’è scarsa organizzazione, il poco personale presente è oberato di lavoro, gli organi fondamentali non comunicano tra loro; la Consulta, che dovrebbe poter essere messa in condizione di difesa e rappresentanza dello Studente, viene spesso considerata come non fondamentale: mentre, per legge, lo è.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?

Come obiettivo a breve termine, vogliamo offrire a tutt* uno spazio in cui confrontarsi: un’agorà che sia libera, priva di censura e non istituzionale. Vogliamo aprire dei dibattiti che possano portare ad uno scambio maggiore, ad una consapevolezza più profonda, di quanto l’azione della collettività e del singolo sia fondamentale al miglioramento della condizione generale. Ne sono esempio la recente situazione di censura di cui è stato vittima lo studente del Conservatorio Dario Potenzano, o gli eventi che hanno coinvolto l’Accademia di Belle Arti di Roma lo scorso anno durante la vacatio didattico-direzionale, che ha visto più di 300 Studenti manifestare al MUR il 3 Febbraio 2020, poco prima del lockdown.

Oggi 26 maggio è stata indetta un’assemblea che si terrà alle 14.00 alla casa dei Popoli. Quali saranno gli argomenti che analizzerete?

Partiremo da una descrizione della situazione generale in cui versano Accademia e Conservatorio, passando da testimonianze dirette di alcun* Student* e membri della Consulta dell’ABA di Roma, fino ad arrivare ad un dibattito aperto, incentrato su proposte e riflessioni nei riguardi dei temi più sentiti dal corpo Studente: spazi di lavoro, tassazione, rappresentanza studentesca, comunicazione con l’Istituzione e così via. 

Come intendete agire per migliorare la situazione?

Il Movimento Chiave di Volta, già dal proprio nome, dichiara il suo intento: farsi elemento di raccordo e sostegno di quella che è la collettività studentesca, tramite ciò che più di ogni altra cosa manca nelle nostre Istituzioni: la possibilità di dire la propria, senza paura, con qualcun* che dall’altra parte possa rispondere, interessarsi al singolo, dare consigli. In una parola: fare rete, tra noi e con altre realtà universitarie e professionali, allo scopo di ricreare un senso di unione, un sentimento d’azione e di appartenenza.

 

Giulia Scialò

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